Il consulto con i Tarocchi non si riduce alla sola interpretazione delle carte, è importante anche il rapporto che nasce tra cartomante e consultante. Infatti, è bene che il cartomante coinvolga il consultante nella lettura e e nell’interpretazione delle carte, per questo sono importanti buone doti comunicative e relazionali.

Non importa come e dove si svolga il consulto (al telefono, casa, ufficio…), è sempre il consultante che si rivolge al cartomante ed entra nel suo mondo. Il dovere di quest’ultimo è quello di essere ospitale, così da mettere a proprio agio chi ha davanti:

cordialità

conforto

disponibilità.

In particolare il cartomante dovrà porre attenzione alle aspettative, alle ansie e alle richieste che chi ha davanti prova verso i Tarocchi.

L’ascolto gioca il ruolo principale. Partire dal presupposto di “sapere già tutto” è sbagliato. Solo ascoltando si potrà adattare l’esperienza personale alle esigenze del consultante e aiutarlo nel miglior modo possibile. All’inizio è opportuno che il cartomante ponga domande su eventuali precedenti esperienze con i Tarocchi, per conoscere emozioni e aspettative.

“Si è già fatto leggere le carte in passato?”

“Come sono andati questi consulti?”

“Ha mai usato i Tarocchi da solo?”

“Perché ha deciso di farsi leggere i Tarocchi?”

Il cartomante deve valutare le singole situazioni e decidere di conseguenza come comunicare con il consultante. Solo così può farsi capire e chiarire la propria posizione e la propria professionalità. E’ importante far sapere che il cartomante non può sostituirsi ad un medico, ad uno psicologo o ad un avvocato.

…il futuro è sempre misterioso

Inoltre, se tra le aspettative del consultante vi è quella di avere delle risposte precise sul proprio futuro, il cartomante deve spiegare che i Tarocchi non possono offrire questa sicurezza. Le carte possono offrire suggerimenti, spunti di riflessione e aiuti. Un bravo cartomante deve illustrare a grandi linee come si svolgerà la lettura, dal momento che verranno toccati con buone probabilità argomenti molto riservati e personali. Ad esempio può iniziare dicendo: “Discuteremo la sua domanda e troveremo il modo più corretto per formularla. In seguito stabiliremo il metodo che più si presta a fornire una risposta. A questo punto mischierò le carte e gliele porgerò. Dopo che saranno state alzate, le disporrò…”.

Se il consultante sembra desideroso di avere maggiori informazioni sui Tarocchi, il cartomante deve accontentarlo. Può. ad esempio, presentare i tipi di carte che compongono il mazzo, le relative caratteristiche, i diversi metodi, etc…

In conclusione, oltre ad interpretare le carte e a saper utilizzare i diversi metodi di lettura, un bravo cartomante deve essere anche un comunicatore e un ascoltatore valido. La fiducia è alla base di questo magico rapporto.

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